I Umanesimo Cristiano

mercoledì, 21 maggio 2008, ore 10:47

Solennità del
 Corpus Domini
 
 Corpus Domini.2
Giovedì e domenica la Chiesa celebra la festa del Copro e del Sangue di Cristo: il Corpus Domini .
Da noi, in Italia, la festa del Corpo e del Sangue del Signore si celebrerà domenica 25 maggio.
Il Papa rispetterà l'antica data del primo giovedì dopo la domenica della Santissima Trinità.
 
Domenica prossima in tutte le chiese del mondo, cattedrali o cappelle, chiese parrocchiali o piccole chiese sperdute nella savana o nelle foreste siamo chiamati ad onorare, a venerare, ad adorare la santissima Eucaristia.
Lo faremo anche attraverso la processione che sfilerà lungo le strade dei nostri paesi in città dove passerà Gesù Cristo sacramentato e lo proclameremo maestro e signore non sono di ogni cristiano, ma di tutta la Chiesa.
È la festa dell'Eucaristia, l'esaltazione di Gesù Cristo sacramentato. Il Corpus Domini costituisce una ripresa del mistero del Giovedì Santo, quasi in obbedienza all’invito di Gesù.
Questa festa rende visibile tanto la dimensione sacramentale dell'Eucaristia – la santa messa - quanto l'adorazione e il culto che questa sacra presenza merita. Il Dio che rimane con noi e per noi del tabernacolo, che è nostro alimento, nostro viatico e nostra forza passando dalle nostre strade ci benedice con il suo amore.
Proclameremo la sua signoria e la sua sovranità di amore. Nessuno ha tanto amato d'uomo è il mondo come colui che ha dato la vita per l'uomo è per il mondo facendosi pane per il cammino dell'uomo.
 
Questa è nostra fede che confesseremo e proclameremo partecipando all'eucaristia e alla processione lungo le strade delle nostre città dei nostri paesi testimoniando anche a coloro che non credono o che per molti e differenti motivi che si sono allontanati dalla comunione ecclesiale il grande amore del Signore che ostinatamente va alla ricerca di tutti, perché tutti egli vuole salvare.
 
Proclamare il testimoniare la nostra fede nel Cristo sacramentato significa riconoscere e accettare l'amore infinito di Dio che comunque porta in sé una esigenza personale previa e un impegno. L'esigenza previa è che la nostra proclamazione e celebrazione del mistero della carestia lungo le strade e piazze devono essere precedute dall'accoglienza dell'amore di Dio, manifestato in Cristo, e della nostra risposta a Dio con il medesimo amore.
 
Se proclamiamo Gesù Cristo della eucarestia come il Dio dell'amore e perché abbiamo sperimentato questo amore lasciandoci amare, perdornare, colmare della sua grazia e dei suoi doni.
D'altra parte l'impegno che deriva dalla fede, dalla proclamazione e dalla celebrazione del mistero dell'eucarestia è che lo stesso amore di Cristo che abbiamo accolto, celebrato e proclamato deve proiettarsi nell'amore verso gli altri, con parole e opere, nella nostra vita, nella misura dell'amore di Cristo che ha dato la sua vita per noi.
 
Il segno sacramentale del pane  e del vino che è il Ccorpo di Cristo che come il pane si spezza e si distribuisce, il sangue di Cristo versato con la sua morte detentrice esprimono bene anche il nostro amore verso il prossimo specialmente verso coloro che maggiormente sono nelle necessità. Questo amore si manifesta e si realizza offrendo i nostri servizi, a condividere ciò che abbiamo e ad avere - come direbbe l'amato papa Benedetto – “un cuore che vede”  i bisogni e le necessità di fratelli come fossero lo stesso Signore; come fa lo stesso Signore; come ci ha comandato lo stesso Signore.
 
Questa solennità eucaristica del Corpo e del Sangue del Signore ravvivi, rianimi, rafforzi la nostra fede, soprattutto in questo tempo di secolarismo ches taimo vivendo.
 
Ricordava Papa Benedetto nel Corpus Domini dell’anno passato: “La festa del Corpus Domini vuole rendere percepibile, nonostante la durezza del nostro udito interiore, questo bussare del Signore. Gesù bussa alla porta del nostro cuore e ci chiede di entrare non soltanto per lo spazio di un giorno, ma per sempre. Lo accogliamo con gioia elevando a Lui la corale invocazione della Liturgia:
Buon Pastore, vero pane,
 o Gesù, pietà di noi (…)
Tu che tutto sai e puoi,
 che ci nutri sulla terra,
 conduci i tuoi fratelli
 alla tavola del cielo
 nella gioia dei tuoi santi”.
Amen!
 
Tommytom
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categoria : chiesa, religione cattolica





martedì, 20 maggio 2008, ore 18:34

Benedetto XVI
Papa catechista
 
 Bendetto16.26
Nel susseguirsi dei allocuzioni, pronunciamenti e omelie che Papa Benedetto  ha pronunciato nel corso del suo recente viaggio pastorale a Savona e a Genova, forse non tutta l’attenzione che essi meritano è stata data.
Personalmente mi ha colpito molto l’omelia pronunciata dal papa Benedetto a Savona. E’ stato un capolavoro di catechesi e una epifania tangibile della sollecitudine del Successore di Pietro per confermare i fratelli nella fede (Lc 22).
 
Dopo aver fatto riferimento alle letture della Festa della Santissima Trinità e a partire da esse il Vescovo di Roma ha attirato l’attenzione dei presenti e di quanti, attraverso la radio e la TV, seguivano il viaggio pastorale del Pontefice sui temi imperituri della vita cristiana.
 
Non vorrei aggiungere nulla di mio ma adunare in alcuni punti gli insegnamenti catechistici dell’amato papa Benedetto.
 
1.       In questa solennità la liturgia ci invita a lodare Dio non semplicemente per una meraviglia da Lui compiuta, ma per come Lui è; per la bellezza e la bontà del suo essere, da cui discende il suo agire. Siamo invitati a contemplare, per così dire, il Cuore di Dio, la sua realtà più profonda, che è quella di essere Unità nella Trinità, somma e profonda Comunione di amore e di vita.
 
2.     [Dobbiamo ritrovare] il coraggio nell’affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa. [Occorre] conservare inalterata nelle prove la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai.
 
3.      [Occorre] avere fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra disposizione in ogni situazione. E tra questi mezzi di salvezza, vorrei ricordare anzitutto la preghiera: la preghiera personale, familiare e comunitaria. … mi piace sottolineare la dimensione della lode, della contemplazione, dell’adorazione. Penso alle giovani famiglie e vorrei invitarle a non aver timore di sperimentare, fin dai primi anni di matrimonio, uno stile semplice di preghiera domestica, favorito dalla presenza dei bambini piccoli, molto portati a rivolgersi spontaneamente al Signore e alla Madonna.
 
4.     Esorto le parrocchie e le associazioni a dare tempo e spazio alla preghiera, perché le attività sono pastoralmente sterili se non vengono precedute, accompagnate e sostenute costantemente dalla preghiera.
 
5.      E che dire della Celebrazione eucaristica, specialmente della Messa domenicale? Il Giorno del Signore è giustamente al centro dell’attenzione pastorale dei Vescovi italiani: la Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a partire dalla celebrazione del Signore Risorto, incontrato nella Parola di Dio e riconosciuto allo spezzare del Pane eucaristico.
 
 
6.     E poi anche il Sacramento della Riconciliazione chiede di essere rivalutato come mezzo fondamentale per la crescita spirituale e per poter affrontare con forza e coraggio le sfide attuali.
 
7.      Insieme con la preghiera e i Sacramenti, altri inseparabili strumenti di crescita sono le opere di carità da esercitare con viva fede. Su questo aspetto della vita cristiana ho voluto soffermarmi anche nell’Enciclica Deus caritas est. Nel mondo moderno, che spesso fa della bellezza e dell’efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a trovare il volto di Gesù Cristo, "il più bello tra i figli dell’uomo" (Sal 44,3), proprio nelle persone sofferenti ed escluse. Sono numerose, purtroppo, oggi le emergenze morali e materiali che ci preoccupano.
 
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