Eccomi ora a voi, che dite: «Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni» , mentre non sapete cosa sarà domani!
Ma che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare.
Dovreste dire invece: Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello. Ora invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di questo genere è iniquo.
Chi dunque sa fare il bene e non lo compie, commette peccato.
Giacomo 4,13-17
IL MAGISTERO DI BENEDETTO XVI
Mediante Maria, [pellegriniamo] alle sorgenti della fede, della speranza e dell'amore.
Essa ci insegna il coraggio nell'affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa.
La Vergine ci incoraggi ad avere fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra disposizione in ogni situazione. E tra questi mezzi di salvezza, vorrei ricordare anzitutto la preghiera: la preghiera personale, familiare e comunitaria.
Penso alle giovani famiglie e vorrei invitarle a non aver timore di sperimentare, fin dai primi anni di matrimonio, uno stile semplice di preghiera domestica …
Esorto le parrocchie e le associazioni a dare tempo e spazio alla preghiera, perché le attività sono pastoralmente sterili se non vengono precedute, accompagnate e sostenute costantemente dalla preghiera.
E che dire della Celebrazione eucaristica, specialmente della Messa domenicale? … La Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a partire dalla celebrazione del Signore Risorto, incontrato nella Parola di Dio e riconosciuto allo spezzare del Pane eucaristico.
E poi anche il Sacramento della Riconciliazione chiede di essere rivalutato come mezzo fondamentale per la crescita spirituale e per poter affrontare con forza e coraggio le sfide attuali.
Insieme con la preghiera e i Sacramenti, altri inseparabili strumenti di crescita sono le opere di carità da esercitare con viva fede.
Nel mondo moderno, che spesso fa della bellezza e dell'efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a trovare il volto di Gesù Cristo, "il più bello tra i figli dell'uomo" (Sal 44,3), proprio nelle persone sofferenti ed escluse.
Maria Santissima, Madre di Misericordia, [ci] aiuti a tradurre in vita vissuta l'esortazione dell'Apostolo. Con grande affetto la faccio mia: "State lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi".
Amen!
Nella sua ricerca di una beatitudine vera, l’uomo è mendicante di luce per la sua ragione e di amore appassionato del bene per la sua libertà.
Cristo è la risposta a questa mendicanza di verità e di bene non semplicemente, non principalmente perché dona un insegnamento più vero circa il bene della persona, ma perché rende l’uomo partecipe della sua stessa vita.
L’umanesimo cristiano non denota una sorta di realizzazione aggiunta alla realizzazione della propria umanità.
È la propria realizzazione nella sua perfezione.
È la santità il vero umanesimo cristiano.
E il santo è semplicemente l’uomo interamente vero.
Il programma del cristiano — il programma del buon Samaritano, il programma di Gesù — è « un cuore che vede ».
L'intima natura della Chiesa si esprime in un triplice compito: annuncio della Parola di Dio (kerygma-martyria), celebrazione dei Sacramenti (leiturgia), servizio della carità (diakonia). Sono compiti che si presuppongono a vicenda e non possono essere separati l'uno dall'altro.
La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza.
L'amore del prossimo radicato nell'amore di Dio è anzitutto un compito per ogni singolo fedele, ma è anche un compito per l'intera comunità ecclesiale, e questo a tutti i suoi livelli: dalla comunità locale alla Chiesa particolare fino alla Chiesa universale nella sua globalità. Anche la Chiesa in quanto comunità deve praticare l'amore.
Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell'emergenza e sembra spingere unicamente all'azione.
SPE SALVI
« SPE SALVI facti sumus » nella speranza siamo stati salvati,
...il cristianesimo non era soltanto una « buona notizia » – una comunicazione di contenuti fino a quel momento ignoti. Nel nostro linguaggio si direbbe: il messaggio cristiano non era solo «informativo», ma «performativo». Ciò significa: il Vangelo non è soltanto una comunicazione di cose che si possono sapere, ma è una comunicazione che produce fatti e cambia la vita. La porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata donata una vita nuova.
La fede non è soltanto un personale protendersi verso le cose che devono venire ma sono ancora totalmente assenti; essa ci dà qualcosa. Ci dà già ora qualcosa della realtà attesa, e questa realtà presente costituisce per noi una «prova» delle cose che ancora non si vedono. Essa attira dentro il presente il futuro, così che quest'ultimo non è più il puro «non-ancora». Il fatto che questo futuro esista, cambia il presente; il presente viene toccato dalla realtà futura, e così le cose future si riversano in quelle presenti e le presenti in quelle future.
La promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza: Egli è veramente il «filosofo» e il «pastore» che ci indica che cosa è e dove sta la vita.
Forse oggi molte persone rifiutano la fede semplicemente perché la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. Non vogliono affatto la vita eterna, ma quella presente, e la fede nella vita eterna sembra, per questo scopo, piuttosto un ostacolo. Continuare a vivere in eterno – senza fine – appare più una condanna che un dono. La morte, certamente, si vorrebbe rimandare il più possibile. Ma vivere sempre, senza un termine – questo, tutto sommato, può essere solo noioso e alla fine insopportabile.
Non è la scienza che redime l'uomo. L'uomo viene redento mediante l'amore… Quando uno nella sua vita fa l'esperienza di un grande amore, quello è un momento di «redenzione» che dà un senso nuovo alla sua vita. Ma ben presto egli si renderà anche conto che l'amore a lui donato non risolve, da solo, il problema della sua vita. È un amore che resta fragile. Può essere distrutto dalla morte. L'essere umano ha bisogno dell'amore incondizionato… Se esiste questo amore assoluto con la sua certezza assoluta, allora – soltanto allora – l'uomo è «redento», qualunque cosa gli accada nel caso particolare. È questo che si intende, quando diciamo: Gesù Cristo ci ha «redenti». Per mezzo di Lui siamo diventati certi di Dio»
Un primo essenziale luogo di apprendimento della speranza è la preghiera. Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. Se non posso più parlare con nessuno, più nessuno invocare, a Dio posso sempre parlare. Se non c'è più nessuno che possa aiutarmi – dove si tratta di una necessità o di un'attesa che supera l'umana capacità di sperare – Egli può aiutarmi[25]. Se sono relegato in estrema solitudine...; ma l'orante non è mai totalmente solo.
Ogni agire serio e retto dell'uomo è speranza in atto. Lo è innanzitutto nel senso che cerchiamo così di portare avanti le nostre speranze, più piccole o più grandi: risolvere questo o quell'altro compito che per l'ulteriore cammino della nostra vita è importante; col nostro impegno dare un contributo affinché il mondo diventi un po' più luminoso e umano e così si aprano anche le porte verso il futuro.
Come l'agire, anche la sofferenza fa parte dell'esistenza umana.
Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore.
La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale.
Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata. E quale persona potrebbe più di Maria essere per noi stella di speranza – lei che con il suo « sì » aprì a Dio stesso la porta del nostro mondo; lei che diventò la vivente Arca dell'Alleanza, in cui Dio si fece carne, divenne uno di noi, piantò la sua tenda in mezzo a noi?
Dottrina Sociale della Chiesa
La Dottrina Sociale della Chiesa è un'indicazione fondamentale, che propone orientamenti validi ben al di là dei confini di essa:
questi orientamenti — di fronte al progredire dello sviluppo — devono essere affrontati nel dialogo con tutti coloro che si preoccupano seriamente dell'uomo e del suo mondo.
La rivelazione cristiana [...] ci guida a un approfondimento delle leggi che regolano la vita sociale. La Chiesa riceve dal Vangelo la piena rivelazione della verità dell'uomo.
Quando compie la sua missione di annunziare il Vangelo, attesta all'uomo, in nome di Cristo, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione delle persone; gli insegna le esigenze della giustizia e della pace, conformi alla sapienza divina. (CCC 2419)
La Chiesa dà un giudizio morale, in materia economica e sociale, «quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona o dalla salvezza delle anime».
Per ciò che attiene alla sfera della moralità, essa è investita di una missione distinta da quella delle autorità politiche: la Chiesa si interessa degli aspetti temporali del bene comune in quanto sono ordinati al Bene supremo, nostro ultimo fine.
Cerca di inculcare le giuste disposizioni nel rapporto con i beni terreni e nelle relazioni socio-economiche. (CCC 2420)
La dottrina sociale della Chiesa si è sviluppata nel secolo diciannovesimo, all'epoca dell'impatto del Vangelo con la moderna società industriale, le sue nuove strutture per la produzione dei beni di consumo, la sua nuova concezione della società, dello Stato e dell'autorità, le sue nuove forme di lavoro e di proprietà.
Lo sviluppo della dottrina della Chiesa, in materia economica e sociale, attesta il valore permanente dell'insegnamento della Chiesa e, ad un tempo, il vero senso della sua Tradizione sempre viva e vitale. (CCC2 421)
L'insegnamento sociale della Chiesa costituisce un corpo dottrinale, che si articola a mano a mano che la Chiesa, alla luce di tutta la parola rivelata da Cristo Gesù, con l'assistenza dello Spirito Santo, interpreta gli avvenimenti nel corso della storia.
Tale insegnamento diventa tanto più accettabile per gli uomini di buona volontà quanto più profondamente ispira la condotta dei fedeli. (CCC 2422)
La dottrina sociale della Chiesa propone principi di riflessione; formula criteri di giudizio, offre orientamenti per l'azione (CCC 2423)
La vera laicità
La dottrina sociale cattolica non vuole conferire alla Chiesa un potere sullo Stato.
Neppure vuole imporre a coloro che non condividono la fede prospettive e modi di comportamento che appartengono a questa.
Vuole semplicemente contribuire alla purificazione della ragione e recare il proprio aiuto per far sì che ciò che è giusto possa, qui ed ora, essere riconosciuto e poi anche realizzato.
Il laicismo, cioè un'idea che separa totalmente la vita pubblica da ogni valore delle tradizioni, è una strada cieca, senza uscita.
Dobbiamo ridefinire il senso di una laicità che sottolinea e conserva la vera differenza e autonomia tra le sfere, ma anche la loro coesistenza, la comune responsabilità.
Solo su un sottofondo di valori che hanno fondamentalmente una comune origine, la religione e la laicità possono vivere, in una fecondazione reciproca.
La Chiesa
è ben consapevole
che “alla struttura fondamentale
del cristianesimo
appartiene la distinzione
tra ciò che è di Cesare
e ciò che è di Dio” (cfr Mt 22,21),
cioè tra lo Stato e la Chiesa,
ossia l’autonomia
delle realtà temporali...
La Chiesa
non può venir meno
al compito di purificare la ragione,
mediante la proposta
della propria dottrina sociale,
argomentata “a partire
da ciò che è conforme alla natura
di ogni essere umano”,
e di risvegliare le forze
morali e spirituali,
aprendo la volontà
alle autentiche esigenze del bene.
Una sana laicità dello Stato comporta senza dubbio che le realtà temporali si reggano secondo norme loro proprie, alle quali appartengono però anche quelle istanze etiche che trovano il loro fondamento nell’essenza stessa dell’uomo e pertanto rinviano in ultima analisi al Creatore.
"La Chiesa non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica, la cui anima è la giustizia, e le offre a un duplice livello il suo contributo specifico".
La fede cristiana purifica la ragione e l’aiuta ad essere meglio se stessa:
con la sua dottrina sociale pertanto, argomentata a partire da ciò che è conforme alla natura di ogni essere umano, la Chiesa contribuisce a far sì che ciò che è giusto possa essere efficacemente riconosciuto e poi anche realizzato.
A tal fine sono chiaramente indispensabili le energie morali e spirituali che consentano di anteporre le esigenze della giustizia agli interessi personali, o di una categoria sociale, o anche di uno Stato:
qui c’è per la Chiesa uno spazio assai ampio, per radicare queste energie nelle coscienze, alimentarle e irrobustirle"
(Benedetto XVI)
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ELEVATIO MENTIS
NEL NOME DEL PADRE
e del Figlio
e dello Spirito Santo
Amen.
PADRE NOSTRO,
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Amen.
AVE MARIA,
piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora
della nostra morte.
Amen.
GLORIA AL PADRE
e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora e sempre,
nei secoli dei secoli.
Amen.
ANGELO DI DIO,
che sei il mio custode
illumina, custodisci,
reggi e governa me
che ti fui affidato
dalla pietà celeste.
Amen.
L'ETERNO RIPOSO
dona loro, o Signore,
e splenda ad essi la luce perpetua.
Riposino in pace.
Amen.
IO CREDO IN DIO
Padre onnipotente,
Creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo,
suo unico Figlio,
nostro Signore, il quale
fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso,
morì e fu sepolto;
discese all'inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo,
siede alla destra
di Dio Padre onnipotente,
di là verrà a giudicare
i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna.
Amen.
TI ADORO MIO DIO
ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato
fatto cristiano e conservato
in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata
fa' che siano tutte
secondo la tua volontà
per la tua maggior gloria.
Preservami dal peccato
e da ogni male.
La tua grazia sia sempre con me
e con tutti i miei cari.
Amen.
ATTO DI FEDE
Mio Dio, perchè sei
verità infallibile
credo tutto quello
che Tu hai rivelato
e la Santa Chiesa
ci propone a credere.
Credo in Te, unico vero Dio,
in tre persone uguali e distinte,
Padre e Figlio e Spirito Santo.
Credo in Gesù Cristo,
Figlio di Dio,
incarnato, morto
e risorto per noi,
il quale darà a ciascuno,
secondo i meriti,
il premio o la pena eterna.
Conforme a questa fede voglio sempre vivere.
Signore accresci la mia fede.
Amen
ATTO DI SPERANZA
Mio Dio, spero dalla tua bontà,
per le tue promesse
e per i meriti di Gesù Cristo,
nostro Salvatore,
la vita eterna
e le grazie necessarie
per meritarla con le buone opere,
che io debbo e voglio fare.
Signore che io possa goderti
in eterno.
ATTO DI CARITA'
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore
sopra ogni cosa,
perchè sei bene infinito
e nostra eterna felicità;
e per amor tuo amo il prossimo
come me stesso
e perdono le offese ricevute.
Signore, che io ti ami sempre più.
ATTO DI DOLORE
Mio Dio, mi pento e mi dolgo
con tutto il cuore
dei miei peccati,
perchè peccando
ho meritato i tuoi castighi,
e molto più perchè ho offeso Te,
infinitamente buono
e degno di essere amato
sopra ogni cosa.
Propongo col tuo santo aiuto
di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime di peccato.
Signore, Misericordia, perdonami.
ANGELUS
L'Angelo del Signore
portò l'annunzio a Maria
- Ed ella concepì
per opera dello Spirito Santo.
Ave Maria...
Eccomi, sono la serva del Signore.
- Si compia in me la tua parola.
Ave Maria...
E il Verbo si fece carne.
- E venne ad abitare
in mezzo a noi.
Ave Maria...
Prega per noi,
santa Madre di Dio.
- Perché siamo resi degni
delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Infondi nel nostro spirito
la tua grazia, o Padre;
tu, che nell'annunzio dell'angelo
ci hai rivelato l'incarnazione
del tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce
guidaci alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Gloria al Padre...
REGINA DEL CIELO rallegrati, alleluia;
perché colui che meritasti
di portare nel grembo, alleluia;
è risorto come aveva detto, alleluia;
prega per noi il Signore, alleluia.
Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
Perché il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo
O Dio che ti sei degnato di allietare il mondo per mezzo della risurrezione del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, concedi che per intercessione della Madre sua, la Vergine Maria, noi possiamo ottenere i gaudi della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
SALVE, REGINA
madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo,
esuli figli di Eva;
a te sospiriamo,
gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi
gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo Seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria!
SOTTO LA TUA PROTEZIONE
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.
RICORDATI,
o piissima Vergine Maria,
non essersi mai udito al mondo
che alcuno abbia ricorso
al tuo patrocinio,
implorato il tuo aiuto,
chiesto la tua protezione
e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a te ricorro, o Madre,
Vergine delle Vergini,
a te vengo e, peccatore contrito,
innanzi a te mi prostro.
Non volere, o Madre del Verbo,
disprezzare le mie preghiere,
ma ascoltami propizia
ed esaudiscimi.
Amen.
LITANIE DELLA BEATA VERGINE
Signore, pietà
Signore, pietà
Cristo, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Signore, pietà
Santa Maria
prega per noi
Santa Madre di Dio
prega per noi
Santa Vergine delle vergini
prega per noi
Madre di Cristo
prega per noi
Madre della Chiesa
prega per noi
Madre della divina grazia
prega per noi
Madre purissima
prega per noi
Madre castissima
prega per noi
Madre sempre vergine
prega per noi
Madre immacolata
prega per noi
Madre degna d'amore
prega per noi
Madre ammirabile
prega per noi
Madre del buon consiglio
prega per noi
Madre del Creatore
prega per noi
Madre del Salvatore
prega per noi
Vergine prudente
prega per noi
Vergine degna di onore
prega per noi
Vergine degna di lode
prega per noi
Vergine potente
prega per noi
Vergine clemente
prega per noi
Vergine fedele
prega per noi
Specchio di perfezione
prega per noi
Sede della Sapienza
prega per noi
Fonte della nostra gioia
prega per noi
Tempio dello Spirito Santo
prega per noi
Tabernacolo dell'eterna gloria
prega per noi
Dimora consacrata a Dio
prega per noi
Rosa mistica
prega per noi
Torre della santa città di Davide
prega per noi
Fortezza inespugnabile
prega per noi
Santuario della divina presenza
prega per noi
Arca dell'alleanza
prega per noi
Porta del cielo
prega per noi
Stella del mattino
prega per noi
Salute degli infermi
prega per noi
Rifugio dei peccatori
prega per noi
Consolatrice degli afflitti
prega per noi
Aiuto dei cristiani
prega per noi
Regina degli angeli
prega per noi
Regina dei patriarchi
prega per noi
Regina dei profeti
prega per noi
Regina degli apostoli
prega per noi
Regina dei martiri
prega per noi
Regina dei confessori della fede
prega per noi
Regina delle vergini
prega per noi
Regina di tutti i santi
prega per noi
Regina concepita senza peccato
prega per noi
Regina assunta in cielo
prega per noi
Regina del santo rosario
prega per noi
Regina della famiglia
prega per noi
Regina della pace
prega per noi
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Prega per noi, santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Concedi ai tuoi fedeli, Signore Dio nostro,
di godere sempre la salute del corpo e dello spirito,
e per la gloriosa intercessione di Maria santissima,
sempre vergine, salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
Oppure:
O Dio, il tuo unico Figlio Gesù Cristo
ci ha procurato i beni della salvezza eterna
con la sua vita, morte e risurrezione:
a noi che, con il santo Rosario della Beata Vergine Maria,
abbiamo meditato questi misteri
concedi di imitare ciò che essi contengono
e di raggiungere ciò che promettono.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
ANIMA DI CRISTO,
santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue ferite nascondimi.
Non permettere che io
mi separi da te.
Dal nemico maligno difendimi.
Nell'ora della mia morte chiamami.
Comandami di venire a te,
perché con i tuoi Santi io ti lodi.
nei secoli dei secoli.
Amen.
VIENI SANTO SPIRITO
Vieni, Santo Spirito,
e manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Vieni, Padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Nella fatica riposo,
nella calura riparo,
nel pianto conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo il cuore
dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
Dona ai tuoi fedeli,
che solo in Te confidano,
i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
BENEDIZIONE ALLA MENSA
PRIMA DEL PASTO
Sii benedetto, Signore nostro Dio,
che nutri i tuoi figli
con amore di Padre;
benedici noi e questi doni
che stiamo per ricevere come segno della tua bontà
e fa' che tutte le genti
godano dei benefici della tua provvidenza.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Oppure:
O Dio, che provvedi il cibo ai tuoi figli
con il continuo prodigio della creazione,
accogli la nostra preghiera di lode
e fa' che mentre ritempriamo il corpo,
anche la nostra fede,
alimentata dalla tua parola,
cresca sempre più nella ricerca del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Oppure:
O Signore, amante della vita,
ti benediciamo per tutte le creature
e per questo cibo che ci doni;
tu che nutri gli uccelli del cielo
e vesti i gigli del campo,
non permettere che ad alcuno dei tuoi figli
manchi il pane quotidiano Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Oppure:
Dio di infinita bontà,
che nell'unico pane spezzato
rendi più salda l'unità dei tuoi figli,
benedici noi e questi tuoi doni
e fa' che raccolti con gioia a questa tavola di famiglia,
alimentiamo sempre più la carità fraterna.
DOPO IL PASTO
Ti ringraziamo, Signore,
dispensatore di ogni bene,
che ci hai riuniti intorno a questa mensa;
fa' che rinvigoriti nel corpo
proseguiamo con alacrità nel nostro cammino,
per giungere felicemente
al banchetto del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Oppure:
Signore, che nutri ogni vivente,
confermaci nel tuo amore;
tu, che ci hai riunito intorno a questa mensa,
ispiraci una concreta sollecitudine
verso i nostri fratelli,
perché dividendo con loro i beni della terra,
partecipiamo insieme al banchetto del cielo.
A te la gloria, la potenza, l'onore
nei secoli dei secoli.
R. Amen.
Oppure
Ti rendiamo grazie, o Padre buono:
il cibo che ci ha nutriti a questa mensa
giovi alla nostra crescita nello spirito.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.
BENEDIZIONE DELLA CASA
Visita o Signore,
te ne preghiamo,
questa abitazione
ed allontana da essa
ogni insidia del nemico:
vi abitino i tuoi santi angeli
e ci custodiscano in pace.
La tua benedizione
sia sempre su di noi.
Per Crsito nostro Signore.
Amen
AMERAI IL SIGNORE DIO TUO
con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima,
con tutta la tua mente.
Questo è il massimo
ed il primo comandamento.
Il secondo poi
è simile a questo:
Amerai il prossimo
tuo come te stesso.
IN NOMINE PATRIS
et Filii
et Spiritus Sancti
Amen
PATER NOSTER,
qui es in cælis,
sanctificétur Nomen Tuum,
advéniat Regnum Tuum,
fiat volúntas Tua
sicut in cælo, et in terra.
Panem nostrum
cotidiánum da nobis hódie,
et dimítte nobis débita nostra,
sicut et nos
dimíttimus debitóribus nostris.
et ne nos indúcas in tentatiónem;
sed líbera nos a malo
Amen
AVE MARIA,
gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus,
nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.
GLORIA PATRI
et Filio
et Spiritui Sancto,
sicut erat in principio
et nunc et semper
et in saecula saeculorum,
Amen.
ANGELE DEI,
qui custos es mei,
me tibi commìssum
pietàte supèrna
illùmina, custodi,
rege et guberna.
Amen
CREDO IN UNUM DEUM
Patrem omnipotentem,
Creatorem caeli et terrae.
Et in Iesum Christum,
Filium eius unicum,
Dominum nostrum,
qui conceptus est
de Spiritu Sancto,
natus ex Maria Virgine,
passus sub Pontio Pilato,
crucifixus, mortuus, et sepultus,
descendit ad inferos,
tertia die resurrexit a mortuis,
ascendit ad caelos,
sedet ad dexteram
Dei Patris omnipotentis,
inde venturus est
iudicare vivos et mortuos.
Credo in Spiritum Sanctum,
sanctam Ecclesiam catholicam,
sanctorum communionem,
remissionem peccatorum,
carnis resurrectionem,
vitam aeternam.
Amen.
Amen.
ÀNIMA CHRISTI,
sanctìfica me.
Corpus Christi, salva me.
Sànguis Christi, inèbria me.
Aqua lateris Christi, lava me.
Pàssio Christi conforta me.
O bone Iesu, exàudi me.
Intra tua vùlnera abscònde me.
Ne permìttas a te me separàri.
Ab hoste maligno defènde me.
In hora mortis meae voca me.
Et iùbe me venire ad te,
ut cum sanctis tùis làudem te
in saecula saeculorum.
Amen
ADORO TE DEVOTE
Adóro te devóte, latens Déitas,
quae sub his figúris vere látitas:
tibi se cor meum totum súbicit,
quia te contémplans
totum déficit.
Visus, tactus, gustus
in te fállitur,
sed audítu solo tuto créditur.
Credo quidquid dixit Dei Fílius;
nil hoc verbo veritátis vérius.
In cruce latébat sola déitas;
at hic latet simul et humánitas.
Ambo tamen credens
atque cónfitens
peto quod petívit latro poénitens.
Plagas sicut Thomas non intúeor;
Deum tamen meum te confíteor.
Fac me tibi semper
magis crédere,
in te spem habére, te dilígere.
O memoriále mortis Dómini,
Panis vivus vitam
praestans hómini,
praesta meae menti de te vívere,
et te illi semper dulce sápere.
Pie Pellicánae, Jesu Dómine,
me immúndum munda
tuo sánguine,
cujus una stilla salvum fácere
totum mundum quit
ab omni scélere.
Jesu quem velátum
nunc auspício,
oro fiat illud quod tam sítio:
ut, te reveláta cernens fácie,
visu sim beátus tuae glóriae.
Amen.
TANTUM ERGO SACRAMENTUM
Tantum ergo sacramentum
veneremur cernui,
et antiquum documentum
novo cedat ritui,
praestet fides supplementum
sensuum defectui.
Genitori Genitoque,
laus et jubilatio,
salus, honor, virtus quoque
sit et benedictio.
Procedenti ab utroque
compar sit laudatio.
Amen.
ANGELUS DOMINI
nuntiávit Mariæ.
- Et concépit
de Spíritu Sancto.
Ave, María...
Ecce ancílla Dómini.
- Fiat mihi secúndum
verbum tuum.
Ave, María...
Et Verbum caro factum est.
- Et habitávit in nobis.
Ave, Maria...
Ora pro nobis,
sancta Dei génetrix.
- Ut digni efficiámur
promissiónibus Christi.
Orémus.
Grátiam tuam, quǽsumus,
Dómine, méntibus nostris infunde;
ut qui, Ángelo nuntiánte,
Christi Fílii tui
incarnatiónem cognóvimus,
per passiónem eius et crucem,
ad resurrectiónis
glóriam perducámur.
Per eúndem Christum
Dóminum nostrum.
Amen.
Glória Patri...
REGINA CAELI,
laetare, alleluia:
quia quem meruisti portare, alleluia:
resurrexit, sicut dixit, alleluia;
ora pro nobis Deum, alleluia.
Gaude et laetare Virgo María, alleluia.
Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus
Deus, qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi, mundum laetificare dignatus es: praesta, quaesumus; ut, per eius Genetricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae.
Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.
SALVE, REGINA,
Mater misericordiae;
vita, dulcedo et spes nostra,
salve.
Ad Te clamamus,
exules filii Hevae.
Ad Te suspiramus,
gementes et flentes
in hac lacrimarum valle.
Eja ergo, advocata nostra,
illos tuos misericordes oculos
ad nos converte.
Et Jesum, benedictum
fructum ventris Tui,
nobis, post hoc exilium,
ostende.
O clemens,
o pia,
o dulcis Virgo Maria.
SUB TUUM PRAESIDIUM,
confúgimus
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes
ne despícias
in necessitátibus;
sed a perículis cunctis
líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta
MEMORARE, O PIISSIMA
VIRGO MARIA,
non esse audítum a sǽculo,
quemquam ad tua curréntem præsidia,
tua implorantem auxília,
tua peténtem suffrágia,
esse derelíctum.
Ego tali animátus confidéntia,
ad te, Virgo Vírginum, Mater, curro,
ad te vénio, coram te
gemens peccátor assisto.
Noli, Mater Verbi,
verba mea despícere;
sed áudi propítia et exáudi.
Amen.
REQUIEM AETERNAM
dona eis, Domine,
et lux perpètua lùceat eis.
Requiéscant in pace.
Amen
VICTIMAE PASCHALI LAUDES
immolent Christiani
Agnus redemit oves:
Christus innocens Patri
Reconciliavit peccatores.
Mors et vita duello
conflixere mirando,
Dux vitae mortuus,
regnat vivus.
Dic nobis Maria,
quid vidisti in via?
Sepulcrum Christi viventis,
Et gloriam vidi resurgentis:
Angelicos testes,
sudarium et vestes.
Surrexit Christus spes mea:
Praecedet vos in Galilaeam.
Scimus Christum surrexisse
a mortuis vere:
Tu nobis, victor Rex,
miserere. Amen.
Alleluia.
In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solátium.
O lux beatíssima,
reple cordis íntima
tuórum fidélium.
Sine tuo númine,
nihil est in hómine,
nihil est innóxium.
Lava quod est sórdidum,
riga quod est áridum,
sana quod est sáucium.
Flecte quod est rígidum,
fove quod est frígidum,
rege quod est dévium.
Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus,
sacrum septenárium.
Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium.
Amen. Allelúja
CELEBRATIO
SANCTAE MISSAE
EX DECRETO SS. CONCILII TRIDENTINI RESTITUTUM
SUMMORUM PONTIFICUM CURA RECOGNITUM
B. JOANNIS Pp. XXIII
S - In nómine Patris + et Filii
et Spíritus Sancti.
M - Amen
S - Introíbo ad altáre Dei.
M - Ad Deum qui laetíficat iuventútem meam.
S - Iúdica me, Deus, et discérne causam meam de gente non sancta: ab hómine iniquo, et dolóso érue me.
M - Quia tu es, Deus, fortitúdo mea: quare me repulísti, et quare tristis incédo, dum afflígit me inimícus?
S - Emítte lucem tuam et veritátem tuam: ipsa me deduxérunt et adduxérunt in montem sanctum tuum, et in tabernácula tua.
M - Et introíbo ad altáre Dei: ad Deum qui laetíficat iuventútem meam.
S - Confitébor tibi in cíthara, Deus, Deus meus; quare tristis es, ánima mea, et quare contúrbas me?
M - Spera in Deo, quóniam adhuc confitébor illi: salutare vúltus mei, et Deus meus.
S - Glória Patri et Fílio et Spirítui Sancto.
M - Sicut erat in princípio et nunc et semper, et in saécula sæculórum. Amen.
(Il sacerdote ripete l’antifona)
S - Introíbo ad altáre Dei.
M - Ad Deum qui laetíficat iuventútem meam.
(Il sacerdote si segna dicendo)
S - Adiutórium nostrum + in nómine Dómini.
M - Qui fécit cœlum et terram.
(Il sacerdote, congiunte le mani, si inchina profondamente e récita il Confíteor)
S - Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michaéli Archángelo, beáto Ioánni Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Páulo, ómnibus Sanctis, et vobis, fratres: quia peccávi nimis cogitatióne, verbo, et ópere: (ci si batte il petto per tre volte) mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Virginem, beátum Michaélem Archángelum, beátum Ioánnem Baptístam, sanctos Apóstolos Petrum et Páulum, omnes Sanctos, et vos, fratres, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.
(Il ministro invoca sul Sacerdote la misericordia di Dio)
M - Misereátur tui omnípotens Deus, et dimíssis peccátis tuis, perdúcat te ad vitam aetérnam.
Il sacerdote dice Amen e si alza.
S - Amen.
(I ministri con i fedeli, profondamente inchinati, ripetono la confessione)
M - Confíteor Deo omnipoténti, beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto Michaéli Archángelo, beáto Joánni Baptístae, sanctis Apóstolis Petro et Paulo, ómnibus Sánctis et tibi, pater: quia peccávi nimis cogitatíone, verbo et ópere:
(ci si batte il petto per tre volte)
mea culpa, mea culpa, mea máxima culpa. Ideo precor beátam Maríam semper Vírginem, beátum Michaélem Archángelum, beátum Joánnem Baptistám, Sanctos Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Sanctos, et te, pater, oráre pro me ad Dóminum Deum nostrum.
(Il sacerdote, con le mani giunte, da l’assoluzione dicendo:)
S - Misereátur vestri omnípotens Deus, et dimíssis peccátis vestris perdúcat vos ad vitam aetérnam.
M - Amen.
(Il sacerdote si segna dicendo)
S - Indulgéntiam, + absolutiónem, et remissiónem peccatórum nostrórum, tríbuat nobis omnípotens et miséricors Dóminus.
M. - Amen.
(Il sacerdote, inchinato, prosegue)
S - Deus, tu convérsus vivificábis nos.
M - Et plebs tua laetábitur in te.
S - Osténde nobis, Dómine, misericórdiam tuam.
M - Et salutáre tuum da nobis.
S - Dómine, exáudi oratiónem meam.
M - Et clámor meus ad te véniat.
S - Dóminus vobiscum.
M - Et cum spíritu tuo.
(Allargando e congiungendo mani, il sacerdote dice a voce alta)
S - Orémus.
(Il sacerdote salendo all'Altare, dice in segreto)
Aufer a nobis, quaésumus, Dómine, iniquitátes nostras: ut ad sancta sanctórum puris mereámur méntibus introíre. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
(Quindi, congiunte le mani sopra l'Altare, inchinato, dice:)
Orámus te, Dómine, per mérita Sanctórum tuórum
(bacia l'Altare nel mezzo)
quórum relíquiae hic sunt, et omnium Sanctórum: ut indulgére dignéris ómnia peccata mea. Amen.
KYRIE
S - Kyrie, eléison.
M - Kyrie, eléison.
S - Kyrie, eléison.
M - Christe, eléison.
S - Christe, eléison.
M - Christe, eléison.
S - Kyrie, eléison.
M - Kyrie, eléison.
S - Kyrie, eléison.
(Il sacerdote, in mezzo all'Altare, allargando e congiungendo le mani, col capo un po' inchinato, dice:)
Glória in excélsis Deo
Et in terra pax homínibus bonae voluntátis.
Laudámus te.
Benedícimus te.
Adorámus te.
Glorificámus te.
Grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam.
Dómine Deus, Rex coeléstis, Deus Pater omnípotens.
Dómine, Fili unigénite
Iesu Christe.
Dómine Deus, Agnus Dei, Filius Patris.
Qui tollis peccáta mundi, miserére nobis.
Qui tollis peccáta mundi,
súscipe deprecatiónem nostram.
Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.
Quóniam tu solus Sanctus.
Tu solus Dóminus.
Tu solus Altíssimus,
Iesu Christe. Cum sancto Spiritu + in glória Dei Patris.
Amen.
(Il sacerdote, baciato l'Altare in mezzo, si volge ai fedeli e dice:)
S - Dóminus vobíscum.
M - Et cum spíritu tuo.
S - Oremus.
(Segue la liturgia della Parola: Epistola, Graduale, Alleluia, Vangelo, Omelia)
(Poi la Santa Messa prosegue con i riti di Offertorio)
OFFERTORIUM
(Detta l'Antifona, il sacerdote prende la patena con l'ostia)
S - Súscipe, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus, hanc immaculátam hóstiam, quam ego indígnus fámulus tuus óffero tibi Deo meo vivo, et vero, pro innumerabílibus peccátis, et offensiónibus, et negligéntiis meis, et pro ómnibus circumstántibus, sed et pro ómnibus fidélibus christiánis vivis atque defúnctis: ut mihi et illis profíciat ad salútem in vitam aetérnam. Amen.
(Fatto un segno di croce con la patena, il sacerdote depone l'ostia sul corporale. Il diacono - o il ministro porge al sacerdote il vino da versare nel calice; il suddiacono - o il ministro - porge l’acqua da versare nel calice; quindi il sacerdote, li benedice con un segno di croce, e dice:)
S - Deus, qui humánæ substántiæ dignitátem mirabíliter condidísti, et mirabílius reformásti: da nobis per huius aquae et vini mystérium, eius divinitátis esse consórtes, qui humanitátis nostrae fieri dignátus est párticeps, Iesus Christus Fílius tuus Dóminus noster: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen.
(Il sacerdote, stando in mezzo all'Altare, prende il calice, con la destra sul nodo sotto la coppa e con la sinistra alla base, lo tiene elevato, alza gli occhi a Dio, e lo offre dicendo:)
S - Offérimus tibi, Dómine, cálicem salutáris, tuam deprecántes cleméntiam: ut in conspéctu divinae maiestátis tuae, pro nostra, et totíus mundi salúte cum odóre suavitátis ascéndat. Amen.
(Quindi, fatto un segno di croce con il calice, lo poggia sul corporale e lo copre con la palla; poi, congiunte le mani sopra l'Altare, un po' inchinato, dice sottovoce:)
S - In spíritu humilitátis, et in ánimo contríto suscipiámur a te, Dómine: et sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi, Dómine Deus.
(Il sacerdote si erge, eleva gli occhi al cielo, allarga le mani, le alza, le congiunge sul petto, e un po' curvato dice:)
S - Veni, sanctificátor omnípotens, aetérne Deus,
(benedice con la mano destra l'ostia e il calice insieme, mentre tiene la sinistra poggiata sull'Altare)
et +bénedic hoc sacrifícium tuo sancto nómini praeparátum.
(Il sacerdote si lava le mani, dicendo:)
S - Lavábo inter innocéntes manus meas: et circúmdabo altáre tuum, Dómine:
Ut áudiam vocem laudis, et enárrem univérsa mirabília tua.
Dómine, diléxi decórem domus tuae, et locum habitatiónis glóriae tuae.
Ne perdas cum ímpiis, Deus, ánimam meam, et cum viris sánguinum vitam meam:
In quorum mánibus iniquitátes sunt: déxtera eórum repléta est munéribus.
Ego autem in innocéntia mea ingréssus sum: rédime me et miserére mei.
Pes meus stetit in dirécto: in ecclésiis benedícam te, Dómine.
Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio, et nunc et semper, et in saécula saeculórum.
Amen.
(Quindi, un po' inchinato in mezzo all'Altare, con le mani giunte poggiate su di esso, il sacerdote dice:)
S - Súscipe, sancta Trínitas, hanc oblatiónem, quam tibi offérimus ob memóriam passiónis, resurrectiónis, et ascensiónis Iesu Christi Dómini nostri: et in honórem beátae Mariae semper Vírginis, et beáti Ioánnis Baptistæ, et sanctórum Apostolórum Petri et Pauli, et istórum, et ómnium Sanctórum: ut illis profíciat ad honórem, nobis autem ad salútem; et illi pro nobis intercédere dignéntur in coélis, quorum memóriam ágimus in terris. Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.
(Il sacerdote bacia l'Altare, si volge verso i fedeli, allarga e congiunge le mani, e a voce alta dice:)
S - Oráte, fratres:
ut meum ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud Deum Patrem omnipoténtem.
(I fedeli rispondono:)
M - Suscípiat Dóminus sacrifícium de mánibus tuis, ad laudem, et glóriam nóminis sui, ad utilitátem quoque nostram totiúsque Ecclésiae suae sanctae.
(Dopo aver recitato la Secreta, il Sacerdote si appresta a dare inizio al Prefazio)
PREFATIO
(Il sacerdote, in mezzo all'Altare, con le mani allargate dice a voce alta)
S - Dóminus vobiscum.
M - Et cum spíritu tuo.
(alza le mani allargate, all'altezza del petto, con le palme che si guardano, e dice:)
S - Sursum corda.
M - Habémus ad Dóminum.
(congiunge le mani sul petto, china il capo e dice:)
S - Grátias agámus Dómino Deo nostro.
M - Dignum et iustum est.
Vere dignum et iustum est, aéquum et salutáre, nos tibi semper et ubíque grátias ágere: Dómine, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus: Qui cum unigénito Fílio tuo, et Spíritu Sancto, unus es Deus, unus es Dóminus: non in uníus singularitáte persónae, sed in uníus Trinitáte sabstántiae. Quod énim de tua glória, revelánte te, crédimus, hoc de Fílio tuo, hoc de Spíritu Sancto, sine differéntia discretiónis sentímus. Ut in confessióne verae sempiternaéque Deitátis, et in persónis propríetas, et in esséntia únitas, et in maiestáte adorétur aequálitas. Quam láudant Angeli atque Archángeli, Chérubim quoque ac Séraphim: qui non céssant clamáre cotídie, una voce dicéntes:
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt coéli et terra glória tua.
Hosánna in excélsis.
(il sacerdote si segna - e anche i fedeli)
Benedíctus qui venit in nómine Dómini.
Hosánna in excélsis.
CANON MISSAE
TE ÍGITUR,
clementíssime Pater,
per Iesum Christum Filium tuum
Dóminum nostrum,
súpplices rogámus, ac pétimus
haec + dona, haec + múnera, hæc + sancta
sacrifícia illibáta
In primis, quae tibi offérimus pro Ecclésia tua sancta cathólica: quam pacificáre, custodíre, adunáre et régere dignéris toto orbe terrárum: una cum fámulo tuo
Papa nostro N…, et Antístite nostro N… et ómnibus orthodóxis atque cathólicae et apostólicae fidei cultóribus.
Commemoratio pro vivis
Meménto, Dómine, famulórum,
famularúmque tuárum N… et N…
et ómnium circumstántium, quorum tibi fides cógnita est, et nota devótio pro quibus tibi offérimus
(vel qui tibi offerunt)
hoc sacrifícium láudis, pro se, suísque ómnibus: pro redemptióne animárum suárum, pro spe salútis, et incolumitátis suae: tibíque reddunt vota sua aetérno Deo, vivo et vero.
Infra Actionem Communicantes
Communicántes, et memóriam venerántes, in prímis gloriósae semper Vírginis Mariae,
Genetrícis Dei et Dómini nostri Iesu Christi:
sed et beáti Ióseph eiúsdem Vírginis Sponsi,
et beatórum Apostolórum ac Mártyrum tuórum:
Petri et Pauli, Andréae, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, Iacóbi, Philíppi, Bartholomaéi, Matthaéi, Simónis et Thaddaéi: Lini, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, Ioánnis et Pauli, Cosmae et Damiáni:
et ómnium Sanctórum tuórum; quorum méritis, precibúsque concédas, ut in ómnibus protectiónis tuae muniámur auxílio.
Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.
Hanc ígitur oblatiónem servitútis nostrae, sed et cunctae famíliae tuae, quaésumus, Dómine, ut placátus accípias: diésque nostros in tua pace dispónas, atque ab aetérna damnatióne nos éripi, et in electórum tuórum iúbeas grege numerári.
Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
Quam oblatiónem tu, Deus, in ómnibus, quaésumus,
bene+díctam, adscríp+tam, ra+tam, rationábilem, acceptabilémque fácere dignéris
ut nobis Cor+pus
et San+guis fiat dilectíssimi Filii tui
Dómini nostri Iesu Christi.
Qui pridie quam paterétur
accépit panem in sanctas ac venerábiles manus suas
et elevátis óculis in coélum,
ad te Deum Patrem suum omnipoténtem,
tibi grátias ágens,
bene+díxit, fregit,
dedítque discípulis suis, dicens:
Accípite, et manducáte ex hoc ómnes:
HOC EST ENIM CORPUS MEUM.
Símili modo póstquam cenátum est
accípiens et hunc præclárum cálicem
in sanctas ac venerábiles manus suas: item,
tibi grátias ágens
bene+díxit , dedítque discípulis suis, dicens:
Accípite et bibíte ex eo ómnes:
HIC EST ENIM CALIX SÁNGUINIS MEI,
NOVI ET AETÉRNI TESTAMÉNTI:
MYSTÉRIUM FÍDEI:
QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS
EFFUNDÉTUR IN REMISSIÓNEM
PECCATÓRUM.
Haec quotiescúmque fecéritis, in mei memóriam faciétis.
Unde et mémores, Dómine, nos servi tui, sed et plebs tua sancta, eiúsdem Christi Fílii tui, Dómini nostri, tam beátae passiónis, nec non et ab ínferis resurrectiónis, sed et in caelos gloriósae ascensiónis: offérimus praeclárae maiestáti tuae, de tuis donis, ac datis
hóstiam + puram, hóstiam + sanctam, hóstiam + immaculátam,
Panem + sanctum vitae aetérnae
et cálicem + salútis perpétuae.
Supra quæ propítio ac seréno vultu respícere dignéris: et accépta habére, sícuti accépta habére dignátus es múnera púeri tui iusti Abel, et sacrifícium Patriárchae nostri Abrahae: et quod tibi óbtulit summus sacérdos tuus Melchísedech, sanctum sacrifícium, immaculátam hóstiam.
Súpplices te rogámus, omnípotens Deus: iube haec perférri per manus sancti Angeli tui in sublíme altáre tuum, in conspéctu divinae maiestátis tuae: ut quotquot,
ex hac altáris participatióne sacrosánctum Fílii tui
Cór+pus et Sán+guinem sumpsérimus
ómni benedictióne caelesti et grátia repleámur.
Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.
Commemoratio pro defunctis
Meménto étiam, Dómine, famulórum famularúmque
tuárum N… et N…
qui nos praecessérunt cum signo fídei,
et dórmiunt in somno pacis.
Ipsis, Dómine, et ómnibus in Christo quiescéntibus, locum refrigérii, lucis et pacis, ut indúlgeas, deprecámur.
Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.
Nobis quoque peccatóribus
fámulis tuis, de multitúdine miseratiónum tuárum sperántibus,
partem áliquam, et societátem donáre dignéris,
cum tuis sanctis Apóstolis et Martyribus:
cum Ioánne, Stéphano, Matthía, Bárnaba, Ignátio, Alexándro, Marcellíno, Petro, Felicitáte, Perpétua, Ágatha, Lúcia, Agnéte, Caecília, Anastásia, et ómnibus Sanctis tuis:
intra quorum nos consórtium, non aestimátor mériti,
sed véniae, quaésumus, largítor admítte.
Per Christum Dóminum nostrum.
Per quem haec ómnia, Dómine, semper bona creas,
sanctí+ficas, viví+ficas, bene+dícis, et praestas nobis.
Per ip+sum, et cum ip+so, et in ip+so,
est tibi Deo Patri + omnipoténti, in unitáte Spíritus + Sancti ómnis honor et glória.
Per ómnia saécula saeculórum.
Amen.
COMMUNIO
(Congiunte le mani, il sacerdote solo inizia la recita o il canto del Pater noster:)
Orémus.
Praecéptis salutáribus móniti, et divína institutióne formáti, audémus dícere:
S - Pater noster, qui es in coélis:
Sanctificétur nomen tuum:
Advéniat regnum tuum:
Fiat volúntas tua, sicut in coelo et in terra.
Panem nostrum cotidianum da nobis hódie:
Et dimítte nobis débita nostra,
sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris.
Et ne nos indúcas in tentatiónem.
(Il popolo solo ora dice insieme al Sacerdote)
M - Sed libera nos a malo.
S - Amen.
(Il sacerdote prende la patena fra l'indice e il medio della destra, la tiene diritta sull’Altare, e dice sottovoce:)
Líbera nos, quaésumus, Dómine, ab ómnibus malis, praetéritis, praesentibus et futúris: et intercedénte beáta et gloriósa semper Vírgine Dei Genetríce Maria, cum beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, atque Andréa, et ómnibus Sanctis
(Si fa il segno di croce con la patena)
da propítius pacem in diébus nostris:
(Bacia la patena)
ut, ope misericórdiae tuae adiúti, et a peccáto simus semper líberi, et ab ómni pertubatióne secúri.
(Sottopone la patena all’Ostia, scopre il Calice, genuflette, si alza, prende l’Ostia e, tenedola sul Calice con due mani, la spezza per metà, dicendo:)
Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum Filium tuum
(Ripone sulla patena la metà dell’Ostia che ha nella destra, stacca una particella dalla metà che tiene con la sinistra, e dice:)
Qui tecum vívit et régnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus,
(Unisce la metà che ha nella sinistra con quella che si trova sulla patena, tiene con la destra la particella, sopra il Calice, che tiene con la sinistra, per il nodo sotto la coppa, e dice a voce alta o canta:)
S - Per ómnia saécula saeculórum.
M - Amen.
(Il sacerdote, con la particella dell’Ostia, fa tre segni di croce sul Calice, e augura la pace ai fedeli:)
S - Pax + Dómini sit + semper vobís+cum.
M - Et cum spíritu tuo.
(Lascia cadere la particella dell’Ostia nel Calice, e dice in segreto:)
Haec commíxtio, et consecrátio Córporis et Sánguinis Dómini nostri Iesu Christi, fiat accipiéntibus nobis in vitam aetérnam. Amen.
(Il sacerdote copre il Calice, genuflette, si alza, e, inchinatosi al Sacramento, congiunge le mani e battendosi il petto per tre volte, dice a voce alta:)
(I fedeli accompagnano il sacerdote in questa triplice invocazione: recitando o cantando e battendosi tre volte il petto)
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: miserére nobis.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: dona nobis pacem.
(Il sacerdote congiunge le mani sull’Altare e, inchinato, dice sottovoce le seguenti orazioni:)
Dómine Iesu Christe, qui dixísti Apóstolis tuis: Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis: ne respícias peccáta mea, sed fidem Ecclésiae tuae: eámque secúndum voluntátem tuam pacificáre et coadunáre dignéris: Qui vivis et regnas, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen.
Dómine Iesu Christe, Fili Dei vivi, qui ex voluntáte Patris, cooperánte Spíritu Sancto, per mortem tuam mundum vivificásti: líbera me per hoc sacrosánctum Corpus et Sánguinem tuum ab ómnibus iniquitátibus meis, et univérsis malis: et fac me tuis semper inhaerére mandátis, et a te nunquam separári permíttas: Qui cum eódem Deo Patre, et Spíritu Sancto vivis et regnas, Deus, in saécula saeculórum. Amen.
Percéptio Córporis tui, Dómine Iesu Christe, quod ego indígnus súmere praesúmo, non mihi provéniat in iudícium et condemnatiónem: sed pro tua pietáte prosit mihi ad tutaméntum mentis et córporis, et ad medélam percipiéndam: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen.
(Il sacerdote genuflette, si alza, e dice:)
Panem caelestem accípiam, et nomen Dómini invocábo.
(Detto questo, con la mano destra prende dalla patena, con riverenza, le due parti dell’Ostia e le pone fra il pollice e l’indice della mano sinistra, e mette la patena fra lo stesso indice e il medio, tenendo la stessa mano sinistra tra il petto e il Calice, quindi, un po’ inchinato, si percuote tre volte il petto con la destra e per tre volte ripete a voce chiara:)
Dómine, non sum dignus ut intres sub téctum meum: sed tantum dic verbo et sanábitur ánima mea.
(Poi, prende dalla mano sinistra, con l’indice e il pollice della mano destra, le parti dell’ Ostia e con esse si segna, sulla patena, e dice:)
Corpus Dómini nostri Iesu Christi custódiat ánimam meam in vitam aetérnam. Amen.
(E, inchinatosi, consuma con riverenza entrambe le parti dell’Ostia, quindi depone la patena sul corporale, si alza, congiunge gli indici e i pollici, e, congiunte le mani davanti al viso, si sofferma un po’ nella meditazione del SS. Sacramento; quindi, abbassate le mani, dice sottovoce:)
Quid retríbuam Dómino pro ómnibus quae retríbuit mihi?
Cálicem salutáris accípiam, et nomen Dómini invocábo. Laudans invocábo Dóminum, et ab inimícis meis salvus ero.
(Prende il Calice con la destra e si segna con esso, dicendo:)
Sánguis Dómini nostri Iesu Christi custódiat ánimam meam in vitam aetérnam. Amen.
(Poi, sottoponendo con la sinistra la patena al Calice, prende con riverenza tutto il Sangue unitamente alla particella)
COMMUNIO FIDELIUM
(Se vi sono dei fedeli che debbono comunicarsi, il sacerdote, dopo aver assunto il Sangue prende la pisside o la patena con il Sacramento, prende con la mano destra una particola, tra l’indice e il pollice, e tenendola un po’ elevata, rivolgendosi ai comunicandi, in mezzo all'Altare, dice:)
S - Ecce Agnus Dei: ecce qui tóllit peccáta mundi.
(Inginocchiati dinanzi al Corpo di Nostro Signore Gesú Cristo, i fedeli si battono il petto ripetendo per tre volte ad alta voce:)
M - Dómine, non sum dígnus ut intres sub téctum meum: sed tantum dic verbo et sanábitur ánima mea.
(Il sacerdote distribuisce il SS. Sacramento a partire dalla destra dei fedeli, cioè dal lato dell’Epistola, e mentre Lo porge ad ognuno fa con Esso un segno di croce sulla pisside o sulla patena, dicendo:)
S - Córpus Dómini nostri Iesu Christi custódiat ánimam tuam in vitam aetérnam. Amen.
PER LA PURIFICAZIONE
(Il Sacerdote ritorna all’altare e stando davanti la corporale inizia la purificazione e dice:)
Quod ore súmpsimus, Dómine, pura mente capiámus: et de múnere temporáli fiat nobis remédium sempitérnum.
(Intanto, porge il Calice al ministro, che vi versa un po’ di vino, perché si purifichi, e prosegue:)
Corpus tuum, Dómine, quod súmpsi, et Sánguis quem potávi, adhaéreat viscéribus meis: et praesta; ut in me non remáneat scélerum mácula, quem pura et sancta refecérunt sacraménta: Qui vivis et regnas in saécula saeculórum. Amen.
CONGEDO E BENEDIZIONE
(Il ministro porta il Messale dal lato dell’Epistola. Quindi il sacerdote, a mani giunte, legge l’antifona della Comunione. Dopo, con le mani congiunte, sul petto, va in mezzo all’Altare e, baciatolo, si volge verso i fedeli e dice:)
S - Dóminus vobíscum.
M - Et cum spíritu tuo.
S - Orémus.
(Ritorna quindi al Messale e dice le orazioni del Postcommunio. Ultimata la recita delle orazioni del Post-Communio, il sacerdote si appresta al congedo dei fedeli, impartendo anche la benedizione. Al momento della benedizione i fedeli si inginocchiano).
S. Benedicat vos omnipotens Deus, Pater + et Filius + et Spiritus Sactus.
M. Amen.
DIMISSIO
(Il sacerdote, finite le orazioni del Postcommunio, chiude il Messale, e congiunte le mani sul petto, va in mezzo all’Altare, lo bacia, si volge verso i fedeli, e dice a voce alta)
S - Dóminus vobíscum.
M - Et cum spíritu tuo.
S - Ite, missa est.
M - Deo grátias.
(Il sacerdote, in mezzo all’Altare, a mani giunte, inchinato, dice sottovoce:)
Pláceat tibi, sancta Trínitas, obséquium servitútis meæ: et praesta: ut sacrifícium, quod óculis tuae Maiestátis indígnus óbtuli, tibi sit acceptábile, mihíque, et ómnibus, pro quibus illud óbtuli, sit, te miseránte, propitiábile. Per Christum Dóminum nostrum. Amen.
(Quindi, baciato l’Altare, alzati gli occhi al cielo, allarga ed eleva e congiunge le mani, china il capo alla Croce, e dice a voce alta:)
S - Benedícat vos omnípotens Deus,
Pater, et Filius, + et Spíritus Sanctus.
M - Amen.
ULTIMUM EVANGELIUM
(Il sacerdote va al lato del Vangelo e, congiunte le mani, dice:)
S - Dóminus vobíscum.
M - Et cum spíritu tuo.
S - + Inítium sancti Evangélii secúndum Ioánnem.
M - Glória tibi, Dómine.
In princípio erat Verbum,
et Verbum erat apud Deum,
et Deus erat Verbum.
Hoc erat in princípio apud Deum.
Ómnia per ipsum facta sunt:
et sine ipso factum est nihil, quod factum est:
in ipso vita erat,
et vita erat lux hóminum:
et lux in ténebris lucet,
et ténebrae eam non comprehendérunt.
Fuit homo missus a Deo,
cui nomen erat Ioánnes.
Hic venit in testimónium,
ut testimónium perhibéret de lúmine,
ut ómnes créderent per illum.
Non erat ille lux,
sed ut testimónium perhibéret de lúmine.
Erat lux vera,
quæ illúminat ómnem hóminem veniéntem in hunc mundum.
In mundo erat,
et mundus per ipsum factus est,
et mundus eum non cognóvit.
In própria vénit,
et sui eum non recepérunt.
Quotquot autem recepérunt eum,
dedit eis potestátem fílios Dei fíeri,
his qui crédunt in nómine eius:
qui non ex sanguínibus,
neque ex voluntáte carnis,
neque ex voluntáte viri,
sed ex Deo nati sunt.
(genufléctit dicens:)
Et Verbum caro factum est ,
(et surgens prosequitur:)
et habitávit in nobis;
et vídimus glóriam eius,
glóriam quasi Unigéniti a Patre,
plenum grátiae et veritátis.
M - Deo grátias.
Orationes sub infimum
gradum altaris post missam
Nelle SS. Messe lette il sacerdote, prima di recarsi in sagrestia, recita in ginocchio, insieme ai fedeli, le preghiere ai piedi dell’Altare.
S - Ave Maria, gratia plena, Dóminus tecum; benedícta tu in muliéribus, et benedíctus fructus ventris tui, Iesus.
M - Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatóribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.
(l'Ave Maria si ripete per tre volte)
Salve, Regina, Mater misericórdiae. Vita, dulcedo et spes nostra, salve. Ad te clamámus, éxsules fílii Evae. Ad te suspirámus geméntes et flentes in hac lacrimárum valle.
Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte. Et Iesum, benedíctum fructum ventris tui, nobis, post hoc exsílium, osténde. O clémens, O pia, O dulcis Virgo Maria!
S - Ora pro nobis, sancta Dei Génitrix
M - Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.
S - Orémus
Deus refúgium nostrum et virtus, pópulum ad te clamántem propítius réspice; et intercedénte gloriósa et immaculáta Vírgine Dei Genitríce Maria, cum beáto Ioseph, eius Sponso, ac beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, et ómnibus Sanctis, quas pro conversióne peccatórum, pro libertáte et exaltatióne sanctæ Matris Ecclésiæ, preces effúndimus, miséricors et benígnus exáudi. Per eúmdem Christum Dóminum nostrum.
M - Amen.
S - Sancte Míchael Archángele, defénde nos in prælio, contra nequítiam et insídias diáboli esto præsídium. Imperet illi Deus, súpplices deprecámur: tuque, Prínceps militiae cœléstis, Sátanam aliósque spíritus malígnos, qui ad perditiónem animárum pervagántur in mundo, divina virtúte, in inférnum detrúde.
M - Amen.
S - Cor Iesu sacratíssimum
M - Miserére nobis.
(Si ripete per tre volte)
APPUNTAMENTI
Su RADIO MARIA
il terzo martedì di ogni mese
dalle ore 10,15 alle ore 11,55
condurrò il programma:
"EVANGELIZZAZIONE,
CATECHESI, CATECHISTI"
GIOVEDI' ....
alle ore 21.45 circa,
parteciperò al
Cenacolo Sacerdotale
di Radio Maria
Presiederò la celebrazione
della Santa Messa
la DOMENICA
e il LUNEDI'
alle ore 9.00
quando la Santa Messa
è trasmessa
dalla Cappella di Telepace in Roma
mercoledì, 21 maggio 2008, ore
10:47
Solennità del
Corpus Domini
Giovedì e domenica la Chiesa celebra la festa del Copro e del Sangue di Cristo: il Corpus Domini .
Da noi, in Italia, la festa del Corpo e del Sangue del Signore si celebrerà domenica 25 maggio.
Il Papa rispetterà l'antica data del primo giovedì dopo la domenica della Santissima Trinità.
Domenica prossima in tutte le chiese del mondo, cattedrali o cappelle, chiese parrocchiali o piccole chiese sperdute nella savana o nelle foreste siamo chiamati ad onorare, a venerare, ad adorare la santissima Eucaristia.
Lo faremo anche attraverso la processione che sfilerà lungo le strade dei nostri paesi in città dove passerà Gesù Cristo sacramentato e lo proclameremo maestro e signore non sono di ogni cristiano, ma di tutta la Chiesa.
È la festa dell'Eucaristia, l'esaltazione di Gesù Cristo sacramentato. Il Corpus Domini costituisce una ripresa del mistero del Giovedì Santo, quasi in obbedienza all’invito di Gesù.
Questa festa rende visibile tanto la dimensione sacramentale dell'Eucaristia – la santa messa - quanto l'adorazione e il culto che questa sacra presenza merita. Il Dio che rimane con noi e per noi del tabernacolo, che è nostro alimento, nostro viatico e nostra forza passando dalle nostre strade ci benedice con il suo amore.
Proclameremo la sua signoria e la sua sovranità di amore. Nessuno ha tanto amato d'uomo è il mondo come colui che ha dato la vita per l'uomo è per il mondo facendosi pane per il cammino dell'uomo.
Questa è nostra fede che confesseremo e proclameremo partecipando all'eucaristia e alla processione lungo le strade delle nostre città dei nostri paesi testimoniando anche a coloro che non credono o che per molti e differenti motivi che si sono allontanati dalla comunione ecclesiale il grande amore del Signore che ostinatamente va alla ricerca di tutti, perché tutti egli vuole salvare.
Proclamare il testimoniare la nostra fede nel Cristo sacramentato significa riconoscere e accettare l'amore infinito di Dio che comunque porta in sé una esigenza personale previa e un impegno. L'esigenza previa è che la nostra proclamazione e celebrazione del mistero della carestia lungo le strade e piazze devono essere precedute dall'accoglienza dell'amore di Dio, manifestato in Cristo, e della nostra risposta a Dio con il medesimo amore.
Se proclamiamo Gesù Cristo della eucarestia come il Dio dell'amore e perché abbiamo sperimentato questo amore lasciandoci amare, perdornare, colmare della sua grazia e dei suoi doni.
D'altra parte l'impegno che deriva dalla fede, dalla proclamazione e dalla celebrazione del mistero dell'eucarestia è che lo stesso amore di Cristo che abbiamo accolto, celebrato e proclamato deve proiettarsi nell'amore verso gli altri, con parole e opere, nella nostra vita, nella misura dell'amore di Cristo che ha dato la sua vita per noi.
Il segno sacramentale del pane e del vino che è il Ccorpo di Cristo che come il pane si spezza e si distribuisce, il sangue di Cristo versato con la sua morte detentrice esprimono bene anche il nostro amore verso il prossimo specialmente verso coloro che maggiormente sono nelle necessità. Questo amore si manifesta e si realizza offrendo i nostri servizi, a condividere ciò che abbiamo e ad avere - come direbbe l'amato papa Benedetto – “un cuore che vede” i bisogni e le necessità di fratelli come fossero lo stesso Signore; come fa lo stesso Signore; come ci ha comandato lo stesso Signore.
Questa solennità eucaristica del Corpo e del Sangue del Signore ravvivi, rianimi, rafforzi la nostra fede, soprattutto in questo tempo di secolarismo ches taimo vivendo.
Ricordava Papa Benedetto nel Corpus Domini dell’anno passato: “La festa del Corpus Domini vuole rendere percepibile, nonostante la durezza del nostro udito interiore, questo bussare del Signore. Gesù bussa alla porta del nostro cuore e ci chiede di entrare non soltanto per lo spazio di un giorno, ma per sempre. Lo accogliamo con gioia elevando a Lui la corale invocazione della Liturgia:
Nel susseguirsi dei allocuzioni, pronunciamenti e omelie che Papa Benedetto ha pronunciato nel corso del suo recente viaggio pastorale a Savona e a Genova, forse non tutta l’attenzione che essi meritano è stata data.
Personalmente mi ha colpito molto l’omelia pronunciata dal papa Benedetto a Savona. E’ stato un capolavoro di catechesi e una epifania tangibile della sollecitudine del Successore di Pietro per confermare i fratelli nella fede (Lc 22).
Dopo aver fatto riferimento alle letture della Festa della Santissima Trinità e a partire da esse il Vescovo di Roma ha attirato l’attenzione dei presenti e di quanti, attraverso la radio e la TV, seguivano il viaggio pastorale del Pontefice sui temi imperituri della vita cristiana.
Non vorrei aggiungere nulla di mio ma adunare in alcuni punti gli insegnamenti catechistici dell’amato papa Benedetto.
1.In questa solennità la liturgia ci invita a lodare Dio non semplicemente per una meraviglia da Lui compiuta, ma per come Lui è; per la bellezza e la bontà del suo essere, da cui discende il suo agire. Siamo invitati a contemplare, per così dire, il Cuore di Dio, la sua realtà più profonda, che è quella di essere Unità nella Trinità, somma e profonda Comunione di amore e di vita.
2.[Dobbiamo ritrovare] il coraggio nell’affrontare le sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua Chiesa. [Occorre] conservare inalterata nelle prove la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai.
3.[Occorre] avere fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra disposizione in ogni situazione. E tra questi mezzi di salvezza, vorrei ricordare anzitutto la preghiera: la preghiera personale, familiare e comunitaria. … mi piace sottolineare la dimensione della lode, della contemplazione, dell’adorazione. Penso alle giovani famiglie e vorrei invitarle a non aver timore di sperimentare, fin dai primi anni di matrimonio, uno stile semplice di preghiera domestica, favorito dalla presenza dei bambini piccoli, molto portati a rivolgersi spontaneamente al Signore e alla Madonna.
4.Esorto le parrocchie e le associazioni a dare tempo e spazio alla preghiera, perché le attività sono pastoralmente sterili se non vengono precedute, accompagnate e sostenute costantemente dalla preghiera.
5.E che dire della Celebrazione eucaristica, specialmente della Messa domenicale? Il Giorno del Signore è giustamente al centro dell’attenzione pastorale dei Vescovi italiani: la Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a partire dalla celebrazione del Signore Risorto, incontrato nella Parola di Dio e riconosciuto allo spezzare del Pane eucaristico.
6.E poi anche il Sacramento della Riconciliazione chiede di essere rivalutato come mezzo fondamentale per la crescita spirituale e per poter affrontare con forza e coraggio le sfide attuali.
7.Insieme con la preghiera e i Sacramenti, altri inseparabili strumenti di crescita sono le opere di carità da esercitare con viva fede. Su questo aspetto della vita cristiana ho voluto soffermarmi anche nell’Enciclica Deus caritas est. Nel mondo moderno, che spesso fa della bellezza e dell’efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a trovare il volto di Gesù Cristo, "il più bello tra i figli dell’uomo" (Sal 44,3), proprio nelle persone sofferenti ed escluse. Sono numerose, purtroppo, oggi le emergenze morali e materiali che ci preoccupano.